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da email del 16 marzo
2005 pervenuto dalla IV° Commissione permanente regionale Il
Regolamento è stato emanato con Decreto del Presidente della Regione
19 aprile 2005, n. 094/Pres, ed è entrato in vigore in data 12 maggio
2005 Regolamento di attuazione della legge regionale 6 dicembre 2004, n.
28 (Disciplina
in materia di infrastrutture per la telefonia mobile) Art. 1 (Ambito di applicazione) 1. Il presente Regolamento, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 1 e 3 della legge regionale 6 dicembre 2004, n. 28 (Disciplina in materia di infrastrutture per la telefonia mobile), più avanti denominata legge, definisce: a) le linee guida, anche temporali, alle quali i Comuni devono attenersi per la predisposizione e l’aggiornamento, ai sensi dell’articolo 4 della legge, del Piano comunale di settore per la localizzazione degli impianti, più avanti denominato Piano; b) i modelli di domanda e la documentazione di cui agli articoli 5, 6 e 7 della legge; c) le procedure per le azioni di risanamento di cui all’articolo 9, comma 2, lettera b) della legge; d) le forme di trasparenza e di partecipazione di soggetti pubblici e privati, nonché dei portatori di interessi diffusi, nella redazione del Piano e nella sua applicazione. TITOLO I Linee guida per la formazione del Piano Art. 2 (Formazione del Piano) 1. La metodologia utilizzata per l’elaborazione del Piano deve assicurare trasparenza al processo di localizzazione degli impianti, sulla base di una sequenza ordinata di fasi di approfondimento aventi l’obiettivo di condurre al riconoscimento di aree, idonee ad ospitare impianti, complessivamente compatibili con i vincoli di natura territoriale. 2. Il Piano considera la totalità del territorio comunale e persegue i seguenti obiettivi generali: a) la tutela della salute dei cittadini dagli effetti dell’esposizione dei campi elettromagnetici; b) l’uso razionale delle risorse territoriali atte all’insediamento degli impianti per la telefonia mobile; c) la minimizzazione dei vincoli all'uso del territorio, in particolare delle destinazioni e delle volumetrie edificatorie assentibili, a seguito della realizzazione di installazioni fisse per la telefonia mobile; d) la salvaguardia dei beni di interesse storico culturale, paesaggistico ed ambientale contemperando la presenza di tali beni alle necessità del servizio; e) la minimizzazione dei fattori di interferenza visiva sul paesaggio; f) il soddisfacimento del fabbisogno di servizio da parte degli utenti; g) un equilibrato sviluppo del servizio di copertura del territorio individuando priorità e tempistiche; h) la riqualificazione del territorio da conseguire anche mediante interventi concordati di rilocalizzazione degli impianti; i) l’equilibrio tra la richiesta di nuove localizzazioni e la capacità del territorio ad accoglierle; j) l’imparzialità nei confronti dei gestori dei servizi di telefonia mobile, cui vanno garantite pari opportunità per l'esercizio delle licenze ottenute dallo Stato, nel riconoscimento del carattere di pubblico interesse intrinseco ai servizi erogati; k) la trasparenza dell'informazione alla cittadinanza e attivazione di meccanismi di partecipazione alle scelte. 3. Nella predisposizione del Piano dovranno essere oggetto di valutazione: a) i piani e programmi di sviluppo della rete da parte dei gestori e gli elementi di carattere strategico utili alla realizzazione dell'intervento; b) i fattori funzionali che possono, potenzialmente, determinare effetti sul sistema ambientale e sul sistema antropico, tenuto conto del grado di sensibilità e vulnerabilità del territorio, nonché della presenza di fattori di pressione indipendenti dall’impianto; c) le interazioni potenziali con il sistema territoriale in relazione alla tipologia di insediamento, alle attività e ai piani esistenti; d) i siti prescelti rispetto al bacino di utenza servito (copertura) e alla presenza di condizioni che possano oggettivamente favorire la localizzazione. Art. 3 (Contenuti del
Piano) 1. Il Piano prevede: a) obiettivi e strategie, anche suddivisi per ambiti territoriali; b) il recepimento, con le necessarie verifiche, precisazioni ed integrazioni, delle linee guida nonché delle prescrizioni contenute nel presente regolamento; c) la definizione degli interventi per la tutela, valorizzazione e riqualificazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e storico culturali interessate dalla realizzazione degli impianti; d) la localizzazione delle infrastrutture per la telefonia mobile esistenti; e) l’individuazione delle parti del territorio comunale da adibire alla localizzazione degli impianti per telefonia mobile; f) la disciplina per la realizzazione di infrastrutture per telefonia mobile; g) le eventuali prescrizioni per la realizzazione o la modifica di infrastrutture per la telefonia mobile nelle parti di territorio e dell’edificato di interesse ambientale, paesaggistico e storico culturale. 2. Ai fini dell’individuazione delle parti del territorio comunale da adibire alla localizzazione degli impianti per telefonia mobile il Piano evidenzia: a) le aree ove le localizzazioni sono incompatibili, ai sensi dell’articolo 8 della legge; b) le aree sottoposte ai vincoli paesaggistici e storico culturali previsti dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), ai vincoli di tipo forestale, idrogeologico ed ambientale in genere, all’interno delle quali dovrà essere posta una particolare cura nella progettazione degli impianti e nell’adozione di soluzioni progettuali non tradizionali; c) le aree preferenziali, intese quali parti di territorio in cui si riscontra attitudine alla localizzazione di impianti; d) i siti di proprietà comunale o pubblica ritenuti idonei ad ospitare impianti di telefonia mobile; e) il rimanente territorio comunale, ove non sono presenti vincoli o limitazioni e non emerge una particolare attitudine alla localizzazione degli impianti (territorio neutro). 3. Il Piano considererà preferenziale: a) la localizzazione di nuovi impianti in condivisione con attrezzature per la telefonia mobile esistenti e/o previste; b) l’adozione di tipologie costruttive tali da renderle idonee all’eventuale successiva installazione di altri impianti, anche di gestori diversi, sul medesimo sito; c) la possibilità di installazione nelle zone per servizi tecnologici già individuate nei PRGC e sulle proprietà comunali o pubbliche ritenute idonee; d) l’individuazione di siti in contesti non urbanizzati e con presenza di infrastrutture quali grandi arterie di trasporto o linee elettriche; e) l’individuazione di siti di minor sensibilità nei confronti dell’impatto visivo dell’impianto rispetto all’intorno. In tal senso si privilegeranno situazioni già caratterizzate da insediamenti di maggiore consistenza volumetrica, rispetto alle quali l’impatto visivo risulterà attenuato in virtù del rapporto dimensionale fra l’antenna e gli elementi edilizi con cui si verrebbe a rapportare; f) il posizionamento, nelle zone urbanistiche omogenee A e B, dei sostegni sulla sommità di edifici alti, possibilmente a tetto piano, in posizione tale da minimizzare la percezione visiva dalle strade e dagli spazi pubblici o ad uso pubblico; g) ogni soluzione che preveda l’utilizzo di strutture di sostegno con possibilità di utilizzazione diversificata come ad esempio impianti di illuminazione pubblica, cartelli a messaggio variabile, compatibilmente con la verifica dell’inserimento armonico delle strutture nel contesto territoriale. 4. Il Piano considererà controindicato: a) il posizionamento di impianti entro giardini e/o pertinenze di edifici in zone di edificazione di limitata altezza, in lotti di intervento all’interno dei quali l’inserimento del manufatto risulti fuori scala ed incombente, diventando elemento dominante rispetto all’impianto insediativo esistente, tale cioè da modificare significativamente l’aspetto dell’ambito in cui va ad inserirsi; b) l’individuazione di siti in zone di rilevante interesse ambientale. Tuttavia, in assenza di siti alternativi, per la necessità di copertura del pubblico servizio, la localizzazione sarà permessa, ma la progettazione dell’impianto dovrà essere approfondita al fine di renderlo compatibile con l’ambiente; c) l’impianto di tralicci o pali da terra all’interno dei centri storici; d) il posizionamento di impianti visibili nel contesto di edifici e di luoghi di importanza storico culturale. 5. Il Piano consentirà di realizzare microcelle nell’ambito delle facciate degli edifici esistenti, all’interno dei centri storici. In tal caso esse dovranno essere coerenti con le facciate alle quali si ancorano. 6. Il Piano consta dei seguenti elaborati tecnici e normativi: A) elaborati tecnici: - relazione di analisi sullo stato di fatto delle infrastrutture per telefonia mobile presenti sul territorio comunale e delle ricadute che le stesse producono nei riguardi dell’utilizzo del territorio, dal punto di vista del livello di campo elettromagnetico e del disturbo paesaggistico; - relazione di progetto che illustri le scelte dell’Amministrazione comunale riguardo la localizzazione dei siti e le priorità di intervento, anche in funzione degli eventuali protocolli d’intesa con i gestori ed eventualmente dei contributi derivanti dalla partecipazione al processo di formazione da parte dei soggetti pubblici e privati, nonché dei portatori di interessi diffusi, accompagnata da una valutazione delle ricadute territoriali ed ambientali derivanti dall’applicazione del Piano; - planimetrie di progetto illustranti la localizzazione dei siti, con evidenziate: a) le coperture di rete di ciascun gestore; b) le isolinee di campo elettrico previsto a 1, 3, 4,5 (diconsi quattro virgola cinque), 6, 15, 20 V/m (indicate rispettivamente con colori verde, giallo, arancione, rosso, viola, nero), calcolato mediante simulazione orografica con modelli predittivi riconosciuti a livello nazionale, all’altezza di 2,00 metri dal suolo e ad altezze crescenti di 3,00 metri, fino all’altezza dell’edificio più alto presente nel comune aumentata di 2,00 metri; c) gli edifici intersecati dalle isolinee a 4,5 V/m; d) l’indicazione delle azioni di mitigazione proposte; e) le eventuali nuove interferenze dal punto di vista paesaggistico e visivo. - schede quantitative dei dati relativi alle infrastrutture per telefonia mobile, sia in forma aggregata che per ogni singolo gestore, che per ogni singolo impianto. B) Elaborati normativi: - norme tecniche di attuazione. 7. Gli elaborati grafici sono redatti utilizzando le basi cartografiche regionali (CTRN 1:5.000 e CTRN 1:25.000). Art. 4 (Procedure di approvazione del Piano) 1. Fermo restando quanto disposto all’articolo 4 della legge, le procedure di approvazione del Piano e dei suoi aggiornamenti devono concludersi entro il 31 dicembre di ogni anno. 2. Ai fini della predisposizione del progetto di Piano, i gestori presentano al Comune il proprio programma di sviluppo della rete entro il 31 marzo di ogni anno. Qualora il programma di sviluppo non venga presentato entro detto termine, si prescinde da esso. 3. L’amministrazione comunale predispone il progetto di Piano, sul quale avviare le consultazioni, entro il 30 giugno di ogni anno, tenuto conto del programma di sviluppo dei gestori e sentita la commissione consultiva di cui all’articolo 5. 4. Entro il 30 settembre di ogni anno viene redatto il progetto definitivo del Piano e viene avviata la procedura di approvazione. 5. Il Piano è di norma aggiornato ogni anno, salvo che i gestori non presentino i programmi di sviluppo o quelli proposti prendano in considerazione siti già individuati dal Piano vigente. Art. 5 (Partecipazione) 1. L’Amministrazione comunale costituisce una commissione consultiva, di cui assume la presidenza, cui sono chiamati a partecipare non meno di tre e non più di sette rappresentanti di soggetti pubblici e privati, nonché di portatori di interessi diffusi, designati anche congiuntamente da enti ed organizzazioni appartenenti ad aree omogenee, con il compito di contribuire alla formulazione del Piano e di assicurare un’adeguata consultazione a supporto delle scelte pianificatorie comunali. I partecipanti esterni all’amministrazione sono scelti tra i designati dai seguenti soggetti: a) enti ed aziende pubblici e privati; b) ARPA; c) Azienda per i servizi sanitari; d) Gestori; e) associazioni ecologiste ed ambientaliste f) ordini professionali; g) associazioni di categoria; h) comitati di cittadini; i) circoscrizioni (se presenti). 2. Con il provvedimento di costituzione viene determinata la durata della commissione, entro il limite massimo di tre anni. 3. La commissione nella prima riunione stabilisce le modalità dell’organizzazione dei lavori e del proprio funzionamento che deve prevedere l’espressione del parere finale complessivo sul progetto di Piano o dei suoi aggiornamenti entro il 30 settembre di ogni anno. Qualora il parere non venga reso nel termine indicato, si prescinde da esso. 4. La commissione è convocata, qualora necessario, per valutare le ricadute derivanti dalla applicazione del Piano e per indicare eventuali correttivi da inserire negli aggiornamenti del Piano. Art. 6 (Accordi con i gestori) 1. I Comuni promuovono accordi nella forma di protocolli d’intesa con i gestori al fine di: a. regolamentare lo sviluppo e la gestione ottimale delle reti; b. favorire l’accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni o quantomeno all’interno di siti comuni anche in caso di rilocalizzazione; c. ottimizzare l’utilizzo delle aree che ospitano gli impianti anche mediante misure atte alla limitazione degli accessi; d. ridurre, possibilmente, il numero di siti complessivi, compatibilmente con le esigenze di copertura delle zone servite dagli impianti e fatto salvo il rispetto dei limiti di campo. 2. Il Piano recepisce gli accordi con i gestori. Possono essere realizzati, secondo le modalità autorizzative previste dagli articoli 5 e 7 della legge, unicamente gli impianti riconosciuti compatibili dal Piano. Titolo II Realizzazione degli impianti Art. 7 (Integrazione paesaggistica degli impianti) 1. Nella progettazione e realizzazione degli impianti si terrà conto della necessità di preservare il paesaggio urbano e rurale, con particolare attenzione all’integrazione paesaggistica, intesa quale all’insieme di azioni che permettono di ridurre la percezione visiva degli impianti di telefonia mobile e che comprendono anche la ricerca di soluzioni architettoniche formali adeguate. 2. I nuovi impianti di telefonia mobile devono essere realizzati utilizzando le migliori tecnologie disponibili in modo da mitigare l’impatto visivo. 3. Al fine di armonizzare l’antenna con le linee salienti degli edifici o dei piloni, le antenne devono essere montate in posizione verticale, senza tilt meccanico e devono comunque avere una dimensione limitata. 4. Al fine di evitare la realizzazione di scale su pali controventati, devono essere usati, ove possibile, pali ribaltabili che permettano di ridurre la percezione visiva dell’antenna e del suo appoggio. 5. Gli impianti vanno posizionati prioritariamente su edifici, serbatoi d’acqua, sili ed altre infrastrutture, da ultimo su pali e tralicci; le antenne devono essere localizzate vicino alle zone da coprire. 6. Nelle aree rurali o naturali la localizzazione dell’impianto deve essere fatta in modo da ridurre la sua percezione visiva. Quando è tecnicamente possibile, sono preferite le localizzazioni ove il sostegno è parzialmente mascherato. Art. 8 (Linee guida per la realizzazione degli impianti) 1. Su tutto il territorio regionale si applicano i medesimi principi di integrazione paesaggistica. 2. Ogni potenziale localizzazione viene verificata dal punto di vista dell’impatto visivo, confrontando lo stato di fatto con la proposta situazione finale, da almeno due punti di vista significativi, uno da vicino ed uno da lontano. 3. Per ogni nuovo impianto vengono elaborate soluzioni di integrazione paesaggistica adeguate alla qualità architettonica ed estetica dell’ambiente circostante e che permettano di perseguire gli obiettivi di copertura radioelettrica. 4. Al fine di rispettare l’integrità visiva degli edifici, delle infrastrutture e dei paesaggi, l’installazione di antenne non deve creare disarmonie dimensionali rispetto alle proporzioni che esistono già nel paesaggio. Dovrà essere curato il rapporto tra l’altezza del manufatto e l’altezza dell’edificio. 5. La progettazione deve tener conto del ritmo e delle linee verticali degli edifici e dei paesaggi. Le installazioni sul tetto degli edifici vanno realizzate in modo da estendere le linee verticali dell’edificio. La posizione e la forma di pali e tralicci devono essere in armonia con le linee verticali del paesaggio e l’eventuale ritmo dettato da altre infrastrutture esistenti 6. Le antenne devono fare corpo con i loro appoggi. Eventuali sbracci, la cui lunghezza deve essere minima, possono essere concessi solo qualora venga dimostrata l’impossibilità tecnica di realizzare un’antenna senza sbraccio. 7. Al fine di armonizzare la parte visibile degli impianti e l’ambiente circostante sotto il profilo cromatico e dei materiali, devono essere utilizzati materiali che si armonizzino visivamente ai materiali originali dell’edificio o dell’infrastruttura e tinte che riducano al minimo la percezione visiva dell’installazione. Le microcelle devono confondersi visivamente con le facciate sulle quali sono installate e gli attacchi o i cavi coassiali non devono essere visibili dalla strada. Art. 9 (Realizzazione particolare su edifici, serbatoi e nuovi pali) 1. Al fine di armonizzare visivamente gli impianti, le antenne devono essere allontanate dal bordo del tetto e devono seguire le linee verticali dell’edificio. Le antenne vanno preferibilmente localizzate su un piccolo traliccio al centro del tetto o del terrazzo, possibilmente riparate alla vista dal manufatto del vano tecnico dell’impianto ascensore; le antenne andranno, se possibile rese meno visibili mediante il ricorso a mascheramenti 2. Possono essere installati impianti su serbatoi d’acqua, sia sulle pareti che in sommità, su pali o tralicci. Per ridurre la percezione visiva le antenne devono essere posizionate sulla parete o su un sostegno realizzato al centro della cupola del serbatoio. Non possono essere installate antenne pendenti nel vuoto o fissate su un solo punto della parete. 3. Sarà di norma consentito realizzare un nuovo palo o un traliccio solo dopo aver studiato e scartato tutte le opzioni per l’utilizzo di appoggi esistenti in funzione della copertura radioelettrica, delle necessità tecniche e del modo in cui il nuovo impianto sarà percepito dal punto di vista visivo. Art. 10 (Basi dei sostegni) 1. Le basi dei sostegni devono essere realizzate in modo da ridurre la percezione visiva di tutti gli elementi tecnici posti al piede dei sostegni. 2. Ai fini della mitigazione, per il locale tecnico sarà preferito uno stile architettonico adeguato all’ambiente circostante l’impianto anche mediante la creazione di uno schermo visivo attorno al piede del sostegno, soprattutto in presenza di elementi dissonanti con l’ambiente. Lo schermo visivo potrà essere costituito da specie vegetali autoctone o mediante movimentazione del terreno, oppure mediante la realizzazione di elementi tecnici interrati. Titolo III Azioni per il risanamento Art. 11 (Risanamento) 1. Le azioni di risanamento degli impianti che superano i limiti di cui al D.P.C.M. del 08.07.2003 devono essere eseguite secondo le modalità indicate nell’allegato 6. 2. I progetti degli impianti, previsti dall’iter di risanamento, devono essere redatti conformemente al modello C allegato, eccetto il caso di delocalizzazione di impianti per telefonia mobile per i quali deve essere seguito l’iter previsto dall’art. 5 della legge, quali nuovi impianti. Titolo IV Modulistica e documentazione Art. 12 (Modelli di domanda e documentazione) 1. La richiesta di concessione o autorizzazione edilizia per l’installazione e la modifica delle strutture o della tipologia delle apparecchiature per impianti fissi per telefonia mobile e ponti radio, e la richiesta di pareri vincolanti per l’installazione o la modifica degli impianti fissi per telefonia mobile di cui all’art. 5 della legge é redatta con i contenuti riportati all’allegato 1. 2. La richiesta di nulla osta preventivo e di parere vincolante per gli impianti mobili per telefonia mobile di cui all’art. 6 della legge é redatta con i contenuti riportati all’allegato 2. 3. La comunicazione di attivazione e installazione degli impianti mobili per telefonia mobile per eventi straordinari e di durata inferiore a quindici giorni di cui all’art. 6, comma 5, della legge é redatta con i contenuti riportati all’allegato 3. 4. La denuncia di inizio attività per l’installazione di ponti radio su strutture esistenti e microcelle di cui all’art. 7 della legge é redatta con i contenuti riportati all’allegato 4. 5. L’analisi di impatto elettromagnetico, da allegare alla richiesta di pareri vincolanti per impianti fissi e mobili per telefonia mobile di cui agli articoli 5 e 6 della legge, é redatta con i contenuti riportati al modello A allegato. 6. La comunicazione delle caratteristiche tecniche degli impianti mobili per telefonia mobile per eventi straordinari e di durata inferiore a quindici giorni di cui all’art. 6, comma 5, della legge e quella dei ponti radio e delle microcelle di cui all’art. 7 legge é redatta con i contenuti riportati al modello B allegato. 7. La comunicazione delle caratteristiche tecniche dei ponti radio di cui all’art. 5 della legge, da inoltrarsi all’ARPA, per le verifiche di competenza entro novanta giorni dalla attivazione é redatta con i contenuti riportati al modello C allegato 8. L’accertamento della compatibilità del progetto delle nuove sorgenti di campo elettromagnetico da installare sul territorio con i limiti di cui al D.P.C.M. del 08.07.03 va effettuata secondo le modalità indicate nell’allegato 5. MODELLO A Documentazione tecnica da allegare alla richiesta di pareri vincolanti per
impianti fissi e mobili per telefonia mobile di cui agli artt. 5 e 6 della legge La documentazione deve riportare nel frontespizio
una tabella contenente: gestore, nome impianto, codice identificativo,
provincia, comune, indirizzo, data emissione del documento, firma del
richiedente. Devono essere riportate tutte e sole le
informazioni richieste ed organizzate in capitoli come di seguito indicato. Si fa riferimento alle procedure riportate
nell’allegato 5, per tutto quanto concerne le definizioni e la prassi
applicativa.
- Capitolo I: Caratteristiche geografiche del sito o Coordinate del sito: piane Gauss-Boaga Est o Altezza s.l.m. del sito di installazione riferibile alla Carta Tecnica Regionale o Estratto del PRGC o Planimetrie in scala 1:5000 e 1:500 (come ingrandimento della precedente) estratte da Carta Tecnica Regionale, con estensione almeno pari alla proiezione in pianta del volume di analisi dell’impianto in esame, completa di aggiornamento con eventuali edifici di recente costruzione. Sulle planimetrie dovranno essere indicati: § la localizzazione della nuova stazione da installare; § le direzioni di massimo irraggiamento delle antenne da installare ed i volumi di rispetto a 3 V/m, 6 V/m, 20 V/m; § gli eventuali impianti preesistenti; § tutti gli edifici e le aree, ricadenti nella proiezione in pianta del volume di analisi, in cui vi sia una permanenza non inferiore alle quattro ore al giorno, mediante numerazione progressiva. § segnalazione di nuove costruzioni o modifiche rispetto a quanto riportato sulla CTR. o Tabella riportante: § numero identificativo per ciascun edificio sopra individuato; § altezza in gronda s.l.m. degli edifici individuati riferibile alla Carta Tecnica Regionale; § altezza degli edifici rispetto alla quota base dell’impianto da installare § destinazione d’uso dell’edificio; § segnalazione di nuove costruzioni o modifiche rispetto a quanto riportato sulla CTR. - Capitolo II: Caratteristiche geometriche del nuovo impianto o Progetto in pianta dell’installazione, in scala almeno 1:100, con visualizzazione delle antenne da installare o Prospetto dell’installazione, in scala almeno 1:100, con visualizzazione delle antenne da installare
-
Capitolo III: Caratteristiche per settore del nuovo impianto o
Numero di antenne trasmittenti. o
Tabella nella quale per ogni
antenna trasmittente viene specificato: § coordinate Gauss Boaga fuso est del centro elettrico dell’antenna (nel caso in cui differiscano di più di 1 metro dalle coordinate del centro dell’impianto); §
direzione di massima
irradiazione rispetto al Nord geografico; §
altezza del centro elettrico dal
suolo e dall’altezza in gronda dell’edificio in caso di
installazione su edificio; §
singolo valore del tilt
meccanico per il quale si richiede il rilascio del parere; §
singolo valore del tilt
elettrico per il quale si richiede il rilascio del parere; §
numero portanti; §
esatte frequenze di utilizzo per
ogni portante; §
scrambling code di ogni cella
(per servizio UMTS) §
potenza totale al connettore
d’antenna; §
guadagno in dBi caratteristico
dell’antenna per la banda di frequenze utilizzata in downlink ; § polarizzazione; §
marca e modello antenna; §
parametro di rete che
rappresenta la percentuale r di potenza dedicata al CPICH, all’SCH, al
P-CCPCH e al S-CCPCH rispetto alla massima potenza erogabile dalla stazione
radio base (per servizio UMTS); §
Controllo di Potenza e
Trasmissione Discontinua: abilitati o non abilitati. -
Capitolo IV: Elaborati cartografici o
Sezioni orizzontali della
distribuzione di campo elettrico generato dal nuovo impianto e dagli impianti
preesistenti (estratti dall’ultimo database delle SRB realizzate o da
realizzare trasmesso dall’ARPA ai gestori). o
Numero di sezioni da presentare: le sezioni devono essere
eseguite a diverse altezze, a partire dal punto più basso del volume
di analisi che non sia sotto il suolo, fino alla intersezione posta a quota
più alta del volume di analisi con edifici o pertinenze esterne o con
il suolo, con un passo massimo di 1 m nel volume di controllo e di 3 m al di
fuori di tale volume. o
Le sezioni di cui sopra dovranno
essere sovrapposte a planimetrie estratte da Carta Tecnica Regionale,
complete di aggiornamento con eventuali edifici di recente costruzione,
adeguatamente riscalate in modo da apprezzare dettagli grafici significativi,
e riportare: § la localizzazione della nuova stazione da installare; § la localizzazione degli eventuali impianti preesistenti; § l’isolinea a 0.6 V/m della simulazione singola (colore blu) § le isolinee a 1, 3, 4.5, 6, 15, 20 V/m della simulazione complessiva (rispettivamente colori: verde, giallo, arancione, rosso, viola, nero) §
dovranno essere evidenziati
tutti gli edifici, situati nel volume di analisi, la cui altezza in gronda
è tale che l’edificio venga intersecato dalla sezione eseguita; §
i punti di misura (di cui al
capitolo V) eseguiti alla quota corrispondente a quella della sezione. -
Capitolo V: Punti di misura Le misure di fondo dovranno essere eseguite secondo le procedure riportate nell’allegato 5. o Planimetria di cui al Capitolo I, adeguatamente riscalata in modo da apprezzare dettagli grafici significativi, riportante: § proiezione in pianta del volume di analisi dell’impianto; § indicazione dei punti di misura eseguiti; o Tabella dei punti di misura riportante: § indicazione del punto di misura; § descrizione che permetta di identificare univocamente il punto di misura; § indirizzo del punto di misura; § piano dell’appartamento in cui viene effettuata la misura (per misure all’interno di edifici); § data della misura; § ora della misura; § quota slm del punto di misura (a 1.5 m di altezza dal piano di calpestio) riferibile alla Carta Tecnica Regionale; § altezza del punto di misura rispetto alla quota della base impianto; § valore di campo elettrico misurato. o
Copia del certificato di
taratura SIT dello strumento utilizzato per le misurazioni. - Capitolo VI: Tabella riassuntiva o Tabella dei valori di campo riportante: § indicazione del punto di misura; § indicazione dell’edificio nel quale è stata effettuata la misura (numero individuato nel capitolo I); § valore misurato del campo elettrico di fondo; § valore del campo elettrico calcolato generato dal nuovo impianto e dagli impianti preesistenti alla massima potenza; § valore del campo elettrico totale come somma quadratica del valore misurato e di quello calcolato. - Capitolo VII: Dichiarazioni o Dichiarazione dell’ente gestore (in base all’art. 4 del DM 381/98) che la scelta del sito per l’installazione è la più favorevole fra le alternative possibili compatibilmente con le esigenze del servizio fornito. o Dichiarazione di un professionista qualificato attestante che: § la nuova installazione rispetta i limiti di cui al DPCM del 08.07.03 articoli 3 e 4; § il rispetto dei limiti è stato verificato mediante l’applicazione delle procedure riportate nell’allegato 5; § le planimetrie presentate riportano tutti gli edifici all’interno del volume di analisi, già costruiti alla data del documento, e che le relative altezze di gronda dichiarate sono riferibili alla Carta Tecnica Regionale. o Eventuali dichiarazioni sottoscritte da un professionista qualificato relative alla praticabilità o alla destinazione d’uso di parti di edifici, pertinenze esterne o aree accessibili: § dichiarazioni di non praticabilità con tempi di permanenza superiori alle 4 ore giornaliere per parti di edificio o pertinenze esterne, poste sopra gli ingombri teorici degli edifici;
MODELLO B
Caratteristiche tecniche dei
ponti radio di cui all’art. 5 della L.R. 28/04, degli impianti mobili per
telefonia mobile per eventi straordinari di durata inferiore a quindici
giorni di cui al comma 5 art. 6 della legge e dei ponti radio e delle
microcelle di cui all’art. 7 della legge
-
Descrizione
del sito di installazione o Coordinate del sito: piane Gauss-Boaga Est; o Altezza s.l.m. del sito di installazione riferibile alla Carta Tecnica Regionale; o Descrizione del posizionamento degli impianti e della presenza di eventuali barriere protettive per l’accesso da parte della popolazione; o Fotografia dell’impianto; o Progetto in pianta dell’installazione, in scala almeno 1:100, con visualizzazione delle antenne da installare; o Planimetria del locale di installazione nel caso di installazione in ambienti confinati; o Caratteristiche della parete di installazione in relazione ai valori di attenuazione per il campo elettromagnetico (nel caso di installazione a parete). - Caratteristiche tecniche dell’impianto o
Numero di antenne trasmittenti; o Tabella nella quale per ogni antenna trasmittente viene specificato: §
Direzione di massima
irradiazione rispetto al Nord geografico §
Altezza del centro elettrico dal
suolo ovvero dall’altezza in gronda dell’edificio in caso di
installazione su edificio §
Altezza del centro elettrico dal
piano di calpestio (solo per microcelle e ponti radio) §
tilt meccanico §
tilt elettrico §
Numero portanti §
Esatte frequenze di utilizzo per
ogni portante §
scrambling code di ogni cella
(per servizio UMTS) §
Potenza totale al connettore
d’antenna §
Guadagno in dBi § Polarizzazione §
Marca e modello antenna §
parametro di rete che
rappresenta la percentuale r di potenza dedicata al CPICH, all’SCH, al
P-CCPCH e al S-CCPCH rispetto alla massima potenza erogabile dalla stazione
radio base (per servizio UMTS); §
Controllo di Potenza e
Trasmissione Discontinua: abilitati o non abilitati. -
Eventuale
dichiarazione che l’impianto è di classe 1 con riferimento alla
norma CEI 211-10 Le voci sopra
riportate vanno indicate ove applicabili a seconda della tipologia
dell’installazione. MODELLO C
Documentazione tecnica da presentare per i progetti di risanamento di aree soggette a superamento dei limiti di legge La documentazione richiesta è relativa al progetto per il risanamento dell’area soggetta a superamento dei limiti di legge. Essa riguarda sia il sito di installazione che le caratteristiche tecniche dell’impianto ridotto a conformità o delocalizzato. La documentazione deve riportare nel frontespizio
una tabella contenente: gestore o emittente, nome impianto, codice
identificativo, provincia, comune, indirizzo, data emissione del documento,
firma del progettista. Nel caso di impianti delocalizzati si riportano
nella stessa tabella anche le indicazioni del sito di provenienza. Si fa riferimento alle procedure riportate
nell’allegato 5, per tutto quanto concerne le definizioni e la prassi
applicativa. Le informazioni richieste devono essere
organizzate in capitoli come di seguito indicato. -
Capitolo I: Caratteristiche geografiche del sito di installazione o Coordinate del sito: piane Gauss-Boaga Est o Altezza s.l.m. del sito di installazione riferibile alla Carta Tecnica Regionale o Planimetria in scala 1:5000 e 1:500 (come ingrandimento della precedente) estratta da Carta Tecnica Regionale, completa di aggiornamento con eventuali edifici di recente costruzione. Sulla planimetria dovranno essere indicati: § la localizzazione dell’impianto; § le direzioni di massimo irraggiamento ed i volumi di rispetto del sistema di antenne a 3 V/m, 6 V/m, 20 V/m; § gli eventuali impianti preesistenti; § tutti gli edifici e le aree, ricadenti nel volume di controllo del sistema di antenne, in cui vi sia una permanenza non inferiore alle quattro ore al giorno, mediante numerazione progressiva. § segnalazione di nuove costruzioni o modifiche rispetto a quanto riportato sulla CTR. o Tabella riportante: § numero identificativo per ciascun edificio sopra individuato; § altezza in gronda s.l.m. degli edifici individuati riferibile alla Carta Tecnica Regionale; § altezza degli edifici rispetto alla quota base dell’impianto da installare § destinazione d’uso dell’edificio; § segnalazione di nuove costruzioni o modifiche rispetto a quanto riportato sulla CTR. - Capitolo II: Caratteristiche geometriche dell’impianto o Progetto in pianta dell’installazione, in scala almeno 1:100, con visualizzazione delle antenne da installare o Prospetto dell’installazione, in scala almeno 1:100, con visualizzazione delle antenne da installare
- Capitolo III/a: Caratteristiche tecniche dell’impianto (per impianti radiotelevisivi) o Dati generali del sistema radiante § Altezza centro elettrico del sistema radiante (m) § Potenza del trasmettitore (W) § Frequenza della portante (MHz) § Frequenza centro banda del sistema radiante (MHz) § Antenne impiegate (marca e modello) § Polarizzazione del sistema radiante § Attenuazione del cavo di trasmissione (dB) § Attenuazioni supplementari (dB) § Fattore di velocità dei cavi delle antenne § Fase di gruppo (sfasamenti supplementari oltre a quelli delle singole antenne, riferiti a ciascun raggruppamento di antenne del sistema) § Lunghezza base del cavo: lunghezza di riferimento per i cavi di collegamento alle antenne (cm) § Lato traliccio (cm) § Sezione traliccio (triangolare, quadrata, circolare) § Rotazione traliccio rispetto al nord (°) § Potenza irradiata, espressa in dBk all’orizzonte o Dati sulle antenne impiegate nel sistema. Per ciascuna tipologia di antenne utilizzata specificare: § Ditta costruttrice § Modello di antenna § Inizio banda (MHz) § Fine banda (MHz) § Polarizzazione § Distanza di interasse verticale consigliata dal costruttore tra due antenne dello stesso tipo appartenenti alla stessa cortina di un sistema radiante (cm) § Altezza dell’antenna nella sua normale posizione di lavoro (cm) § Larghezza dell’antenna nella sua normale posizione di lavoro (cm) § Profondità dell’antenna nella sua normale posizione di lavoro (cm) § Peso (kg) § Potenza massima ammessa dall’antenna (kW) § Per ogni frequenza di utilizzo: · Diagramma orizzontale di ampiezza e fase · Diagramma verticale di ampiezza e fase · Guadagno (dBd) · Coefficiente di riflessione con l’attenuazione espressa in dB e la fase espressa in gradi o Dati geometrici ed elettrici del sistema radiante. Per ciascun’antenna che compone il sistema specificare: § Percentuale della potenza complessiva del sistema che fluisce nella singola antenna § Abbassamento meccanico dell’antenna (in gradi positivi verso il basso) § Azimut: orientamento dell’antenna rispetto al nord § Fase (valore riferito al centro banda del sistema radiante; fasi relative ai cavi di collegamento tra l’ultimo ordine di ripartitori di potenza e le singole antenne) (°) § Distanza verticale dell’antenna rispetto al centro del sistema radiante (m): § Distanza orizzontale tra il centro del sistema radiante ed il centro dello schermo dell’antenna in un sistema di coordinate cartesiano o polari (cm) § Ribaltamento dell’antenna (utilizzo dell’antenna in posizione standard o ruotata su un piano normale rispetto all’asse di orientamento dell’antenna. Rotazione positiva in senso antiorario guardando l’antenna da dietro) § Antenna utilizzata (marca e modello) -
Capitolo III/b: Caratteristiche per settore dell’impianto (per impianti di telefonia mobile) o
Numero di antenne trasmittenti. o
Tabella nella quale per ogni
antenna trasmittente viene specificato: § coordinate Gauss Boaga fuso est del centro elettrico dell’antenna (nel caso in cui differiscano di più di 1 metro dalle coordinate del centro dell’impianto); §
direzione di massima
irradiazione rispetto al Nord geografico; §
altezza del centro elettrico dal
suolo ovvero dall’altezza in gronda dell’edificio in caso di
installazione su edificio; §
valore del tilt meccanico; §
valore del tilt elettrico; §
numero portanti; §
esatte frequenze di utilizzo per
ogni portante; §
scrambling code di ogni cella
(per servizio UMTS); §
potenza totale al connettore
d’antenna; §
guadagno in dBi caratteristico
dell’antenna per la banda di frequenze utilizzata in downlink ; § polarizzazione; §
marca e modello antenna; §
parametro di rete che
rappresenta la percentuale r di potenza dedicata al CPICH, all’SCH, al
P-CCPCH e al S-CCPCH rispetto alla massima potenza erogabile dalla stazione
radio base (per servizio UMTS); §
controllo di potenza e
trasmissione discontinua: abilitati o non abilitati. -
Capitolo IV: Elaborati cartografici o
Area prossima all’impianto: §
Sezioni orizzontali della
distribuzione di campo elettrico generato complessivamente
dall’impianto. Numero di sezioni da presentare: le sezioni devono
essere eseguite ad altezze diverse e tali da descrivere esaurientemente la
distribuzione del campo elettromagnetico all’interno del volume di
controllo. §
Le sezioni di cui sopra dovranno
essere sovrapposte a planimetrie estratte da Carta Tecnica Regionale,
complete di aggiornamento con eventuali edifici di recente costruzione,
adeguatamente riscalate in modo da apprezzare dettagli grafici significativi,
e riportare: · la localizzazione dell’impianto da installare; · la localizzazione degli eventuali impianti preesistenti; · le isolinee a 1, 3, 4.5, 6, 15, 20 V/m della simulazione (rispettivamente colori: verde, giallo, arancione, rosso, viola, nero) ·
dovranno essere evidenziati
tutti gli edifici, situati nel volume di controllo, la cui altezza di gronda
aumentata di due metri è tale che l’edificio venga intersecato
dalla sezione eseguita; o
Area di copertura radioelettrica: §
Mappatura differenziata per
soglie di valore di campo elettromagnetico nel territorio coperto prima e
dopo le modifiche apportate all’impianto ai fini del risanamento (per
impianti radiotelevisivi). -
Capitolo V: Punti di verifica o Tabella dei punti di verifica per superamento (punti di superamento individuati dal contraddittorio) riportante: § Coordinate geografiche Gauss Boaga fuso est § Quota in metri su livello del suolo § campo elettrico calcolato per emittente (V/m) § campo magnetico calcolato per emittente (A/m) o Tabella dei punti di verifica in mappatura (punti nei quali il valore di campo complessivo calcolato prodotto dall’impianto è superiore al 75% del limite) riportante: § Coordinate geografiche Gauss Boaga fuso est § Quota in metri su livello del suolo § campo elettrico calcolato per emittente (V/m) § campo magnetico calcolato per emittente (A/m) o Punti di verifica per copertura radioelettrica § Valutazione del campo elettromagnetico, in almeno 5 località distribuite sul territorio coperto (per impianti radiotelevisivi). o Planimetria di cui al Capitolo I, adeguatamente riscalata in modo da apprezzare dettagli grafici significativi, riportante: § proiezione in pianta del volume di controllo dell’impianto; § indicazione dei punti di verifica per superamento e in mappatura - Capitolo VI: Dichiarazioni o Certificazione attestante che: § l’impianto rispetta i limiti di cui al DPCM del 08.07.03 articoli 3 e 4; § le planimetrie presentate riportano tutti gli edifici all’interno del volume di controllo, già costruiti alla data del documento, e che le relative altezze di gronda dichiarate sono riferibili alla Carta Tecnica Regionale. |
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