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CORDICOM FVG Coordinamento
Comitati del Friuli Venezia Giulia per l'ambiente e la qualità della vita Udine, 29 luglio 2006 La vicenda Udinese delle antenne per telefonia mobile,
dopo la positiva definizione del piano di
localizzazione, ha avuto una svolta negativa per la decisione del Comune di
approvare le domande di concessione pendenti (in buona parte cumulatesi
durante l’elaborazione del piano) prima della sua entrata i vigore e
prescindendo dalla loro coerenza con lo stesso. Si tratta di una decisione grave, che non tiene conto
delle 920 diffide indirizzate l’anno scorso da singoli cittadini al
Sindaco perché ciò non fosse fatto, e che contraddice un piano
che è nato per conciliare le richieste dei gestori con le aspettative dei cittadini vanificandolo prima
dell’adozione con l’avvallo di decisioni che vengono prese
proprio nel modo che si voleva evitare. Per chi si è opposto per anni ad “antenna selvaggia” si tratta delle concretizzazione dei timori fin dall’inizio suscitati da un’amministrazione convinta dell’irrilevanza sanitaria del problema, dell’inesistenza di strumenti di contrasto del “codice delle comunicazioni” e dell’impossibilità di conciliare esigenze di gestori e comitati. Sindaco
ed Assessore delegato sono stati interlocutori che hanno abdicato al loro
ruolo politico. In un’Italia nella quale le leggi si
interpretano, hanno dichiarato di essere di fronte a norme imperative
ed inderogabili. Persone pronte a
combattere aspre battaglie politiche per questioni ai più
insignificanti non si sono impegnate per un problema sentito da migliaia di cittadini. Soggetti abituati a defatiganti
negoziazioni istituzionali non hanno ritenuto di potersi impegnare per
individuare degli obiettivi condividibili da società telefoniche ed
abitanti. Tutto questo nonostante
le presenza di numerosi comitati impegnati, con i
loro rappresentanti, in una costruttiva attività di contrasto e, nel
lavoro di commissione, nell’elaborazione di proposte puntuali e
circostanziate. Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno in corso,
il Comune di Udine ha rilasciato 22 concessioni edilizie
inerenti strutture e apparecchiature per la telefonia mobile. Di queste, ben
16 sono relative alla realizzazione di nuove
stazioni radio base o all’installazione di strutture e apparecchiature
per telefonia mobile, le rimanenti riguardano riconfigurazione
dei sistemi di trasmissione (per introdurre l’UMTS) o modifica dei
parametri radioelettrici di antenne esistenti. I siti in cui le nuove stazioni radio
base sono state autorizzate (e in parte già realizzate) corrispondono alle
localizzazioni puntuali individuate e proposte dai gestori. In un confronto con le previsioni
della proposta di PLITM(*), datata febbraio 2006 e sottoposta al parere della
Commissione consultiva nello scorso mese di giugno, secondo i criteri
urbanistici e paesaggistici ivi definiti, questi siti risultano
per la maggior parte (circa il 70%) NON COERENTI, in quanto ricadono
all’interno delle aree controindicate individuate dal PLITM(*) ai sensi
del Regolamento regionale, cioè all’interno di aree insediate a
fini residenziali (zone A e B). Le altre localizzazioni, COERENTI per inserimento
urbanistico, non sono però conformi alle soluzioni e alle indicazioni
tecniche formulate dal Piano rispetto alle proposte dei gestori e agli
obiettivi posti dall’Amministrazione comunale (come ad esempio la
condivisione di un sito da parte di più gestori, finalizzato
ad una razionalizzazione delle strutture e una limitazione alla realizzazione
di nuovi impianti). Il posizionamento delle nuove
antenne è quindi in totale
contrasto con quanto previsto dal Piano, sia in termini generali, con
riferimenti ai criteri per l’inserimento delle strutture, sia in
termini specifici in quanto anche le indicazioni dettagliate per la
localizzazione dei nuovi impianti, migliorative in termini funzionali e di
impatto paesaggistico, risultano disattese. A
ciò si aggiunge che sono in fase di istruttoria
altre 18 richieste di concessioni edilizie per nuove stazioni radio base e,
considerato il ritmo con cui queste vengono autorizzate, crescente nel corso
dei mesi, c’è da aspettarsi che prima dell’adozione e
della successiva approvazione del Piano, molte di queste vengano concesse e
realizzate. In sintesi, nei primi
cinque mesi del 2006 sono state autorizzate quelle richieste che risultano INCONGRUENTI con il piano approvato dalla
commissione consultiva, mentre risultano in istruttoria quelle COERENTI. Inoltre nella stesura del Piano di regolamentazione
era stato più volte proposto dai comitati dei cittadini di non
installare le antenne presso le scuole e i parchi gioco: ebbene se per le
prime la richiesta è stata accolta, per i secondi non c’è
traccia nel documento. Riteniamo il comportamento del Comune di
Udine e dei gestori di telefonia mobile assolutamente scorretto e
chiediamo al Sindaco e agli Assessori se la loro partecipazione ai lavori
della Commissione sia stata presa sul serio o se sia stato solo un loro
tentativo di guadagnare tempo tacitando le legittime proteste dei cittadini. Ci sentiamo presi in giro, ribadiscono
il Cordicom e tutti i comitati dei cittadini ! Pertanto stiamo preparando una risposta che si
tradurrà in azioni di forte protesta nei confronti del Sindaco e degli
Assessori comunali affinché svolgano il loro ruolo per il quale sono
stati eletti dai cittadini di Udine ed affrontino
finalmente i gestori di telefonia mobile in maniera decisa e senza timore
alcuno in modo che la gestione dell’installazione delle antenne si
risolva una volta per sempre. (*) Piano comunale di settore per la Localizzazione degli Impianti fissi per Telefonia Mobile (L.R. 6.12.2004 n. 28)
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