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C O R D I C O M    N E W S

 

 

Energia Elettrica

 

Spremuti e bastonati ?

 

Alle obiezioni che vengono sollevate, ci si sente rispondere che c'è il rischio del blackout, che in Italia manca energia, che la nostra costa il 30% in più rispetto all'Europa, che bisogna collegarsi con l'estero per avere energia a minor costo ( … haa se avessimo il nucleare ….)  e giù a stracciarsi le vesti.

 

Forse è il caso di chiarire prima di quali costi si stà parlando, perché ci sono quelli di produzione e quelli che troviamo nella nostra bolletta.   E qui diventa  illuminante un editoriale di CorrierEconomia - inserto del Corriere della Sera del 21 febbraio 2005 - che ha dedicato l'intera pagina  5 a questo tema ed ha un  titolo di testa che è tutto un programma

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BEATI L'ENEL E GLI ALTRI ELETTRICI.  POVERI NOI

Colosso di Stato, Edison, municipalizzate, petrolieri: guadagnano troppo.

Il rimedio? Surplus di offerta.  Se non ci sarà "collusione tacita"

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dove troviamo spiegato come si forma il prezzo finale e come si fa a mantenere alto questo prezzo  (ecco il perché dell'allusione "collusione tacita" dei produttori)

Ed è proprio usando con disinvoltura le normative in essere che si è " … passati a un «cartello»  non dichiarato che prospera nonostante la liberalizzazione parziale … "

 

 

MANCA ENERGIA ?

Sempre nello stesso editoriale si legge che " … scarsità non significa che la domanda di energia elettrica, oltre 300 mila GWh (gigawattora), non venga soddisfatta: saremo al blackout.  Scarsità vuol dire che l'incontro tra domanda e offerta avviene in modo tale da privilegiare le ragioni di scambio dei produttori e di uno in particolare, rispetto a quelle dei clienti.  L'energia immessa in rete deriva per il 14 % dalle importazioni e per il resto da produzione nazionale …. "

 

Manca energia ?  SI ma manca il 14 % , non quello che viene costantemente sbandierato per giustificare qualsiasi cosa ! E questa campagna di mancanza di energia è diventata così ossessiva e martellante che ha indotto molti osservatori ad interessarsi con serietà al problema fino ad arrivare a porsi la domanda

 

Ma scusate, l'Italia non è quella che ha venduto energia elettrica

a FRANCIA ed INGHILTERRA durate il periodo pre-natalizio 2005 ?

 

Segnaliamo

-          l'articolo di FINANZA MERCATI del 18 novembre 2005 con un editoriale dal titolo "L'industria scarica Kyoto sul settore elettrico - pag. 7 - Enel, Kyoto più caro. Colpa di Confindustria. Pressioni degli industriali sul Governo affinché le nuove soglie di riduzione del Co2 colpiscano soprattutto il settore elettrico. Nel prossimo triennio salasso di 1 miliardo."

 

-          l'articolo di FINANZA MERCATI del 23 novembre 2005 con un editoriale dal titolo "Export Energia, scontro col Gestore - I produttori cominciano a vendere elettricità in Francia grazie all'impennata dei prezzi in Europa. Ma il GRTN, ora integrato in TERNA, blocca tutto opponendo difficoltà di collegamento sulla rete. Intanto l'Italia convive con il miraggio (o il paradosso) dei terminal di gas liquido - A pag 2 e 19 - L'Italia vende energia a Parigi. Terna vuol bloccare il business - I produttori esportano elettricità oltre frontiera dove i prezzi volano alle stelle. Ma, secondo quanto risulta a F&M, il gestore ha imposto un freno all'export"

 

-          l'articolo di FINANZA MERCATI del 24 novembre 2005 con un editoriale dal titolo "Si abbiamo bloccato l'export - Cattaneo vara la par condicio elettrica - Il gruppo guidato da Cattaneo ammette a F&M: «Abbiamo dovuto procedere all'importazione per dare equilibrio ai flussi sulla rete». A quale prezzo è avvenuto l'acquisto? Di fronte a un'Italia in grado di vendere energia all'estero (e sotto inedite pressioni) il Gestore è andato in tilt - A pag.2 - Terna in tilt sull'export negato. Prima compra, poi ammette. Dopo le rivelazioni di F&M dal gruppo guidato da Cattaneo spiegano «E' stato necessario l'import elettrico per dare equilibrio alla rete» Ma a quale prezzo è stata pagata la par condicio? Certo è che il gestore si trova davanti una situazione nuova, con l'Italia in grado di vendere energia"

 

-          l'articolo de IL SOLE 24 ORE del 28 dicembre 2005 con un editoriale dal titolo "L'Italia vende elettricità all'estero - A pag. 15 - Parigi e Londra comprano energia italiana"

 

Dunque.  Facendo il punto a fine 2005 ci troviamo nella situazione di:

 

a)     lamentare un deficit nazionale di produzione di energia elettrica pari al 14 %

b)    avere il  "costo"  (bisogna stabilire quale)  più elevato del 30% rispetto all'Europa

c)     aver venduto energia a Francia ed Inghilterra con un apice nella settimana pre-natalizia

d)    azione del Gestore che a novembre blocca l'export prima denunciando "difficoltà di collegamento sulla rete" e poi dichiarando "Abbiamo dovuto procedere all'importazione per dare equilibrio ai flussi sulla rete",  ma poi a dicembre … export a go-go …

 

E' fuor di dubbio che c'è qualche cosa che non quadra !

E quando non c'è chiarezza, tutto è possibile !

 

Un politico molto noto e con la gobba,

usa sempre una frase del tipo:

 

" … a  pensare  male  si  fa  peccato,

ma  troppo  spesso  ci  si  azzecca … "

 

 


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