Cordicom FVG

 


C O R D I C O M    N E W S

 

 

MANCA ENERGIA ELETTRICA

in FRIULI VENEZIA GIULIA,

 

URGONO NUOVI ELETTRODOTTI

 

Realtà o leggenda metropolitana ?

 

 

Quando si parla di energia elettrica o degli innumerevoli elettrodotti le cui richieste di nuove realizzazioni giacciono presso "gli uffici competenti"  :

 

 19 transfrontalieri con Austria, Slovenia e Croazia

+ 3 dedicati, rispettivamente a Pittini, Fantoni e Cartiere Burgo dall'Austria

+ 1 interno, la Cordignano - Sesto al Reghena,

richieste depositate presso il GRTN  piuttosto che presso gli Uffici regionali,

 

il discorso cade inevitabilmente sulla  cronica carenza di energia in Friuli Venezia Giulia

 

Ma stiamo parlando di cose reali

oppure  

vengono usati  "slogan"  e  " luoghi comuni " ?

 

 

Per prima cosa si rimarca che tutto verte sul "nuovo" : mai e poi mai viene impostata inizialmente una ristrutturazione, un ammodernamento, un potenziamento delle linee principali in essere ed un utilizzo razionale con analogo intervento sulle linee secondarie esistenti. Per inciso si ricorda che entrambe le tipologie di linee già gravano pesantemente sul territorio con le loro servitù e nuove linee impongono ulteriori gravami e vincoli.

Questo argomento è stato sollevato nell'audizione del 2 marzo 2004 presso la IV° Commissione Permanente regionale a Trieste, incontro richiesto dal gruppo dei Comitati di Pordenone contrari alla ipotesi di costruzione della dorsale elettrica ad alta tensione Cordignano-Sesto al Reghena.

(  documento presentato in audizione  . clicca.    )

 

Proviamo a porre domande e a ragionare

utilizzando l'ultimo documento ufficiale reso pubblico da

 

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Consiglio Regionale -

Raccolta documentazione relativa al PIANO ENERGETICO REGIONALE (P.E.R.)

IX  Legislatura  -  marzo 2006

Servizio per l'assistenza giurico-legislativa

in materia di attività produttive e di territorio e ambiente

 

Trattasi di un ponderoso documento che raccoglie la documentazione per la predisposizione del nuovo Piano Energetico Regionale (P.E.R.) : un fascicolo di 571 pagine del peso di circa 1,5kg di carta.

Viene subito chiarito (pagina 3 ) " … la parola energia non esisteva nell'originario statuto del FVG: la devoluzione di competenze per la nostra regione si è potuta realizzare solo con il D.Lgs. 110/2002, che ha trasferito alla Regione tutte le funzioni in materia di energia concernenti ricerca, produzione, trasporto e distribuzione di qualunque forma di energia, salvo quelle riservate allo Stato … "

 

Il "mitico" P.E.R. di cui si parla tanto e che sta per essere completato da parte dell'Assessorato competente, riguarderà quindi tutte le forme di energia, mentre in questa parte tratteremo solo e unicamente di energia elettrica con riferimento (salvo diversa indicazione) al testo indicato.

 

 

 

 

Manca energia elettrica in Friuli Venezia Giulia ?

Da molto tempo il Cordicom sta ripetendo, in tutte le sedi ed in tutti gli incontri, l'ipocrisia di questa domanda.

Finalmente questa Amministrazione Regionale, con molta onestà e correttezza, ha posto un punto fermo su questa questione con il documento sopraccitato, da cui estrapoliamo:

 

·        pagina 10  " … nel settore elettrico gli impianti produttivi presenti in regione coprono l' 84% della domanda (di cui il 73% termoelettrico e l' 11% idroelettrico); il 16% viene importato (dalla Slovenia)

 

·        pagina 12 "… l'offerta di energia elettrica aumenterà del 73% rispetto allo scenario attuale e ciò sarà principalmente dovuto all'entrata in esercizio della nuova centrale di Torviscosa, oltre che alla ristrutturazione della centrale di Monfalcone … "

 

·        pagina 15  " … (scenario programmato al 2010) … l'offerta di energia elettrica si attesterà sul 78% in più rispetto allo scenario attuale … "

 

" … lo scenario programmato prevede che la domanda di energia elettrica al 2010 si mantenga sui valori attuali … "

 

Dunque, attualmente gli impianti di produzione di energia elettrica coprono  l' 84% della domanda; con l'entrata in funzione della centrale di Torviscosa verrà abbondantemente superato il fabbisogno, mentre nel 2010 l'offerta di energia elettrica si attesterà sul 78% in più dello scenario attuale.

Quindi:   84% attuale (pag. 10) + il 78% dell'attuale (pag. 15) = 149,52 %

 

Quanto da sempre affermato  ! ! !

 

 

 

Chi decide sui nuovi elettrodotti ?

Sempre dal testo sopra indicato:

·        pagina    4   " … Piena competenza amministrativa (della regione) su: impianti produttivi di energia elettrica da fonti rinnovabili di qualsiasi potenza, centrali produttive di energia elettrica da fonti convenzionali di potenza  fino a 300MW (megawatt), elettrodotti di tensione fino a 150KV (150.000 volt), … "

 

" … le infrastrutture energetiche che restano di competenza amministrativa statale non possono essere autorizzate sul territorio (regionale) senza che sia stata raggiunta una formale intesa con la Regione … "

 

Pertanto, anche se fosse lo Stato ad avere l'ultima decisione, NULLA  può essere calato sul territorio SENZA una FORMALE INTESA con la REGIONE, trattandosi di infrastrutture soggette alla Conferenza Stato Regioni come da decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Sentenza della Corte Costituzionale n° 383 del 11 ottobre 2005).

 

 

 

 

Ma Austria, Slovenia e Croazia hanno energia elettrica da vendere all'Italia ?

Austria

L'Austria produce in casa il 70% del suo fabbisogno di elettricità, […]  Tutto il resto deve essere importato […] è al centro di una rete di elettrodotti che la uniscono, come vasi comunicanti, con tutti i Paesi che la circondano: il travaso di energia elettrica tra chi ne ha bisogno e chi ne ha in esuberanza è quasi automatico […] Di fatto il travaso di corrente da una regione all'altra dell'Austria non sempre è possibile, per la mancanza di elettrodotti abbastanza capaci […]  il rischio black-out è ormai sempre presente in Austria. Nel 2005 si è già verificato due volte in Carinzia, per fortuna per pochi minuti  […] Perché la Carinzia, più degli altri Länder, corre questo rischio? Perché gli elettrodotti nel Sud dell'Austria sono ai limiti delle loro capacità […] Le carenze maggiori si riscontrano tra la Kainachtal (presso Graz) e il Burgenland e tra Lienz (Tirolo orientale) e il Salisburghese. Su entrambe le direttrici sono in progetto elettrodotti da 380 chilovolt. La loro costruzione richiederebbe dai 16 ai 18 mesi di tempo, ma i cantieri non partono. Perché? Perché anche in Austria c'è un "partito del no" […] come in Carnia. Si paventano danni di impatto ambientale ed elettrosmog. In Stiria il progetto è fermo da 20 anni: il movimento antielettrodotto si è formato, infatti, nel 1986. Nel Salisburghese il "partito del no" è più recente, ma anche qui una soluzione si prospetta lontana nel tempo.

Prima che l'emergenza possa considerarsi superata, perciò, passeranno alcuni anni, nei quali l'Austria sarà a rischio di black-out. Lo sarà soprattutto la Carinzia e, conseguentemente, le aziende che si allacceranno all'elettrodotto in progetto attraverso la Carnia.

(fonte    il Gazzettino - Lunedì, 20 Febbraio 2006)

 

Slovenia

La Slovenia ha un surplus di energia, quasi totalmente assorbita dall'Italia (16% - vedi sopra)

Ma questo stato è in forte crescita economica ed è prevedibile che entro pochi anni la domanda interna limiterà enormemente il loro export di energia.  Potrebbe, al contrario, manifestarsi la necessità di import.

 

Croazia

La situazione economica croata non è stabilizzata ed è molto difficile fare considerazioni.

Tuttavia il paese è da ricostruire ed una tranquillità interna potrebbe far crescere velocemente l'economia e quindi la richiesta di energia elettrica.

 

Sarà per questo che è previsto un elettrodotto da Planais (san Giorgio di Nogaro)

che attraversa tutto il golfo di Trieste sul fondo marino per arrivare a Meline (Hr) Croazia ?

 

 

 

 

Perché 19 elettrodotti transfrontalieri ?

La "liberalizzazione" del mercato elettrico unito all'enorme guadagno che un titolare di licenza potrà ricavarne, potrebbe essere la risposta, anche se non del tutto esauriente.  Un fatto è certo: gli "appetiti" in questo settore sono giganteschi ed i "cartelli" che si stanno creando spontaneamente a livello nazionale possono devastare qualsiasi territorio in nome dello sviluppo e del  progresso!

 

 


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