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Cordicom
F.V.G. Provincia di
Gorizia Alla c.a. 06 luglio 2006 Assessore Mara Cernic Sezione Ambiente Provincia di Gorizia Oggetto: rapporto sullo stato dell’ambiente pubblico di Gorizia concernente la raccolta informativa sull’ambiente naturale, sugli impatti indotti dall’uomo, e le possibili conseguenze sanitarie e sociali.
Con la Presente, in riferimento all’oggetto sopraccitato, la sottoscritta Rojac Elena in qualità di tecnico per il Comitato Salute & Ambiente (di cui Presidente dello stesso il dott. Bellini Vincenzo) intende evidenziare, attraverso un documento scritto, l’elaborazione di cui all’Oggetto attraverso l’esplicazione delle seguenti attività-considerative ambientali:
· Inquinamento ambientale da metanale-Industria da Fonderia Livarna: rappresenta, certamente, tra i primi fattori a forte impatto ambientale per la popolazione goriziana infatti l’inquinamento da parte dell’industria comporta l’emissione nell’aria, di odori di formaldeide, che a seconda della direzione dei venti è in grado di ricoprire il territorio di Gorizia in quantità ponderale: sino al 60%. Oltre alla nocività dell’aldeide formica per l’elevata reattività e volatilità , con problematiche legate alla tossicologicità e alla sospetta cancerogenicità specie per il carcinoma nasofaringeo (confermato da moltissime classificazioni internazionali), va considerata anche una certa percentuale di fuoriuscita di rame.
· Inquinamento ambientale da torrente Corno: anche in questo caso ci si riferisce ad un inquinamento trans-frontaliero dovuto principalmente a due sorgenti. La prima riguarda la concentrazione di sangue da macello animale che è stata quasi totalmente ovviata, per ciò che concernano gli odori, da dei filtri enzimatico-batterici installati dal proprio Comune.;
mentre nel secondo caso è da considerarsi la concentrazione, più o meno elevata in alcuni periodi dell’anno, di metalli pesanti provenienti da possibili industrie slovene. Ci riferiamo, in particolar modo, al contenuto di cromo che viene rilasciato da attività conciarie straniere e che, come livello di tossicità nell’uomo, colpisce i seguenti sistemi a bersaglio: fegato ed apparato respiratorio. Anche il Cadmio o meglio i Sali di cadmio in cui la rilevanza tossicologica dipende dalla solubilità nell’acqua può risultare presente, all’interno del torrente, con un’origine trans-frontaliera da attività di fonderie che vede le conseguenze ambientali nel Golfo di Trieste grazie all’immissione del Corno, prima nell’Isonzo, e poi successivamente nel mare (supportato da una certa forma di corrente). La sua intossicazione acuta per inserimento porta ad alterazione respiratoria, renale ma soprattutto del sistema cardo-circolatorio; ad ogni modo la maggior esposizione al cadmio deriva dall’apporto alimentare dei frutti di mare (molluschi-ostriche). Si fa notare che, all’interno di questa cornice ambiente-Corno, esiste anche un inquinamento da depuratore per rete fognaria obsoleto: infatti dal momento che le utenze, negli ultimi anni, sono aumentate oltre la manutenzione periodica (argomentazione sociale da sviluppare) bisognerebbe considerare un ampliamento di progettazione tecnica per evitare sforamenti continui nel tempo. Inoltre, e non di meno, ricordiamo i dislivelli d’acqua provenienti da flusso idrico sloveno: in cui vengono aperte o chiuse, più o meno a “piacimento” le dighe dalla Slovenia.
· Inquinamento ambientale da impianto di incenerimento di Savogna: la chiusura dell’inceneritore ha ovviato a svariate problematiche legate alle diossine, da incenerimento dei RSU in cui i processi di combustione di carbone all’interno fossero inefficienti perché obsoleti, e alla presenza di cadmio su alcuni rifiuti contenenti questo metallo e che possono essere, tuttora, ancora presenti nel terreno limitrofo all’incenerimento. Pertanto, prima di una possibile riattivazione (recupero ciclo-fanghi o preferibilmente incenerimento termolisi) andrebbe considerato l’aspetto sanitario sulla presenza di diossina tossica biodisponibile (da rifiuti speciali ospedalieri caratterizzati dall’elevata percentuale di materiale d’imballo, prodotti realizzati in PVC a rilascio di composti organoclorurati): se non viene degradata chimicamente in pochi giorni dalla radiazione solare UV da donatori di ioni idrogeno (es. contatto col fogliame verde) allora dilava nel terreno per mesi, o anni, rendendosi bioaccumulativa sull’ambiente circostante. Attribuiamo alla diossina le seguenti peculiarità: capacità di induzione neoplastica, tossicità a carico del sistema immunitario e del fegato e della pelle, perturbatore ormonale con tutte le possibili implicazioni (interazione col patrimonio genetico delle cellule).
· Inquinamento ambientale da Low Emission-inquinamento magnetico da elettrodotti: anche se riteniamo, almeno per il momento, vista la possibile collocazione territoriale sufficientemente distante da abitazioni ed asili o scuole, che non sia da considerarsi un’emergenza ambientale per la salute: ossia malattie leucemiche in primis soprattutto quelle infantili. Va ricordato però che per il triennio 2003/05 il Gestore Rete Trasporto Nazionale prevedeva la realizzazione di n. 21 linee elettriche nel nostra Regione di cui 2 nuove a Gorizia, di 110 e 132 KV, provenienti dalla Slovenia; indi le possibili ubicazioni fisiche dei tralicci, a Doberdò del Lago, si inserirebbero in un contesto ambientale già “molto pesante energeticamente”.
· Inquinamento ambientale dovuto a discariche: da sempre considerate emergenze ambientali meno prioritarie, purtroppo, iniziano ad avere la loro priorità. Ne consideriamo n. 3 attualmente in attivo: la prima la ex cava di Sagrato, la seconda riguarda la discarica su tutta la Provincia di Udine, ed infine, si fa riferimento, alla discarica di Tapogliano di particolare importanza perché geologicamente collocata a non meno di cento metri dal Fiume Torre (PROTOCOLLO n. 16 ARIA oppure SIC IT 3320029) che rientra nei Siti d’Interesse Comunitario e quindi tutelato in qualità di RILEVANTE INTERESSE AMBIENTALE (ARIA). Situazioni, queste, che favoriscono l’insorgenza inquinante a livello orogenesi-geologica: ossia assorbimento del terreno da faglie, falde o altro, perpetuamente e pesantemente contaminate (pure da amianto).
Si auspica che i suddetti aspetti esplicati, come da Oggetto, siano opportunamente valutati e considerati nell’ambito dell’ art. n. 32, sui Principi Fondamentali della Costituzione, ed in uno spettro maggiormente allargato dell’educazione sociale.
Rojac Elena Ambientalista
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