TERA e AQUA
n° 34 maggio
2006 mensile dell’Ecoistituto del Veneto ALEX LANGER e
dell’associazione VeneziAmbiente redazione:
viale Venezia, 7 Mestre (50 m dalla stazione) tel/fax
041.935.666 info@ecoistituto.veneto.it di Beppe Grillo L'Unione ha vinto, dopo qualche sobrio spumantino
chiediamo al nostro dipendente Romano Prodi di mettersi subito al lavoro
da domani mattina iniziando dagli inceneritori. Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi, La produzione di energia attraverso
l'incenerimento dei rifiuti, caso unico e contestato in Europa, oggi è fortemente sovvenzionata dallo Stato, beneficiando
impropriamente del cosiddetto contributo Cip6, destinato a fonti
"energetiche rinnovabili" che paghiamo nella bolletta elettrica: senza
il Cip6 la produzione di energia da rifiuti non presenterebbe alcun vantaggio
economico rispetto alle fonti rinnovabili. La stessa Commissione Europea, che
Lei ha presieduta, nel 2003, con il Commissario UE per i Trasporti e
l'Energia, Loyola De Palacio,
in risposta ad una interrogazione dell'europarlamentare
Monica Frassoni, ha ribadito il fermo no dell'UE
all'estensione del regime di sovvenzioni europee per lo sviluppo delle fonti
energetiche rinnovabili, previsto dalla Direttiva 2001/77, all'incenerimento
delle parti non biodegradabili dei rifiuti. Queste le affermazioni
testuali del suo Commissario all'energia nel 2003: "La Commissione
conferma che, ai sensi della definizione dell'articolo 2, lettera b) della
direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre
2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili
nel mercato interno dell'elettricità, la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere
considerata fonte di energia rinnovabile". Uno studio dell'Università
Bocconi del 2005 ha dimostrato che il costo di 1 MWh
prodotto da un medio impianto idroelettrico è pari a 66 euro che
scende a 63 se viene prodotto all'eolico, sale a 121 se
prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico. L'incenerimento di rifiuti
solidi urbani con "recupero energetico", senza considerare il
costo di gestione e trattamento dei rifiuti ed i danni alla salute umana
causati dalle nanoparticelle, prima che arrivino all'inceneritore, è
di 228 euro MWh. Questo significa che se il Cip6, che
noi paghiamo nelle nostre bollette Enel, andasse
alle fonti veramente rinnovabili, in Italia ci sarebbe convenienza ad andare
sul solare, non sugli inceneritori! Se il contributo statale venisse
destinato alle fonti veramente rinnovabili e non ai rifiuti, la produzione
elettrica dal cosiddetto Cdr (Combustibile da
rifiuti) e tramite Inceneritori chiamati impropriamente e solo in Italia
"Termovalorizzatori" non avrebbe
nessun vantaggio economico. Né per il cittadino né per le
aziende che scelgono di produrre energia attraverso questo sistema o di
smaltire rifiuti tramite l'incenerimento. Inoltre gli inceneritori,
specialmente quelli di nuova generazione, come hanno dimostrato gli studi
del dottor Montanari e della dottoressa Gatti, producono pericolosissime
nanoparticelle inorganiche (Pm 2,5 fino a Pm 0,01) che penetrano nel sangue e da
lì si depositano negli organi e sono causa di gravi malattie, tra
cui il cancro. Sono le cosiddette nanopatologie. Queste nanopolveri si
creano tramite le altissime temperature che si generano. Una storia già
vista anche presso la centrale Enel ad olio
combustibile di Porto Tolle (dove Tatò, Scaroni ed Enel sono stati condannati a risarcire tre milioni di
euro), tra i reduci della Guerra del Kossovo e in Irak (la cosiddetta "Sindrome del Golfo"
causata dai proiettili ad uranio impoverito o al tungsteno), nel crollo delle
Torri Gemelle a New York e nelle zone industriali. Anche alcuni filtri antiparticolato sono fortemente sospettati di produrre le pericolose nanoparticelle. Come primo atto del suo governo le chiediamo quindi
di: - rispettare
i dettati europei ed abolire immediatamente i finanziamenti
all'incenerimento dei rifiuti in quanto non sono fonte d'energia
rinnovabile. Come succede in altri paesi d'Europa l'incenerimento dei
rifiuti va tassato e, diciamo noi, vietato; - abolire
la "Legge Delega" sull'Ambiente del Governo Berlusconi che prevede tra l'altro un inceneritore in
ogni provincia oltre all'eliminazione di tantissimi vincoli a tutela
dell'ambiente e quindi della salute; - per
gestire l'intero ciclo dei rifiuti, puntare a: riduzione alla fonte,
tassare chi produce più imballaggi ed incentivare chi punta su
riutilizzo e riduzione rifiuti, raccolta differenziata spinta obbligatoria in
tutta Italia e, per il residuo, utilizzare i moderni sistemi di Trattamento
Biologico "a freddo", cioè senza incenerimento già
sperimentati in altre realtà europee e a Sidney in Australia, che
oltre a non produrre nanopolveri costano circa il
75% in meno degli inceneritori; - riconoscere
per legge la pericolosità delle nanoparticelle (inferiori
a Pm 2,5 fino a Pm 0,01)
come già diversi studiosi da tutta Europa stanno chiedendo alla
Commissione ed al Parlamento Europeo. Vogliamo cambiare. Lei ha, per ora, la nostra fiducia. |
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